Che strano, vedermi in cattedra, io che le cattedre non le ho mai potute soffrire, ed essere il punto focale di un manipolo di persone attente ad ogni mia parola, attratte come topini da un pifferaio magico che attacca la sua melodia. Io non amo essere al centro dell'attenzione, e anche quando capita, con un fil di voce dettato soprattutto dalla timidezza, parlo, ma quanta insicurezza. Invece ieri sera, era come qualla volta che imparai la lezione di storia talmente bene, che ancora me la ricordo...
Pensare che possa esserci qualcosa da insegnare agli altri... beh... spesso siamo convinti tutti, ma rendersi conto che davvero stai dicendo cose che gli altri nemmeno arrivano ad intuire, quella è una notevole iniezione all'io.
Certo, chi meglio può parlare di calcio di me...
Troppo facile, è vero.
Ma aldilà dell'argomento, ero li a rispondere a domande, mai parca di simboli da scrivere sulla lavagna per gli schemi, perchè l'aspetto visivo è una carta importante su cui contare, quando non c'è una tecnica che ti viene a sostegno.
E così altre persone mi chiameranno Mister, anche se il mister non lo voglio mai fare, ma lo so, l'amore è l'amore, e basta solo un cenno perchè io parli di ciò che amo, e loro recepiscono l'emozione.

















