pubblicato lunedì, 31 marzo 2008 ,10:22

Dopo la partita di ieri, non potevo di certo non scrivere nulla a commento.

Partita importante per l'acquisizione del quarto posto in classifica, non tanto fine all'accesso di chissà che, ma per il prestigio di una neo promossa che si colloca subito ai piani alti di una serie B.

Il risultato finale è a favore della mia squadra, che giocava per di più, fuori casa, quindi... l'obbiettivo è stato raggiunto, ma se guardiamo il dettaglio, constatiamo che le squadre hanno finito in 10 contro 9... già si può intendere cosa possa essere capitato.

Non voglio parlare di squadre fallose, meritevoli di continue punizioni, perchè la partita era indirizzata su tutt'altro binario. La partita era giocata, dura per quel giusto, che ci si giocava. Non sono per giocatrici ballerine, che al minimo scontro iniziano la danza del rantolo, ma visto che si fa uno sport decisamente maschio, che ci si scontri anche a muso duro, e che alla fine ci si dia la mano e si torni a casa. Questa era sicuramente la partita, se di mezzo non ci fossero stati quei tre vestiti di giallo fluorescente, che a quanto pare, non era sufficentemente evidente, visto la prepotenza ad entrare nel protagonismo più puro. Dopo un quarto d'ora, dalla mia bocca è uscita la fatidica frase <Vuoi vedere che questi fanno diventare la partita scorretta?> e così è stato. Sembrava ad un certo punto, che le tre vere "femmine" fossero loro, e che avessero intrapreso il gioco delle tre amichette che riferiscono di pettegolezzi, ingigantendo le cose. L'arbitro (indegno) non vedendo lo svolgimento del gioco nel modo consono, veniva spesso rintuzzato del collaboratore, che si dava un gran daffare con quella bandierina, e che forse alla fine della partita, ha riferito pure le cose che io ho detto a Lu nell'orecchio... anche se in realtà sarebbe bastato quello che gli ho urlato.

Ma alla fine, anche se noi siamo finite in 9, ed eravamo sull'1-1, all'ultimo minuto siamo riuscite a spuntarla, su una squadra che nonostante la superiorità numerica, non ne aveva più nella gambe, mentre noi siamo arrivate fino alla fine. La mia gioia è stata immensa, ed anche la commozione mi ha sfiorato, perchè odio le ingiustizie, ed amo quando la forza e la determinazione, la spuntano sull'ingiustizia e sul protagonismo incontrollato. Penso e penserò tutta la vita, che la classe arbitrale è la peggiore, e con questo mi scuso con i pochi davvero onesti, perchè fin'ora, e sono 30 anni che sono sui campi, ho visto più partite rovinate, che lasciate giocare. Penso a questa piccola società che si sobbarca spese non troppo immaginabili ai più, per poi vedersi vincere non sul campo ma dall'incompetenza. E domenica c'è un'altra partita importante, e noi non abbiamo la nostra migliore punta, che forse doveva uscire con un occhio nero anzichè difensersi, per giocarla. E mancherà anche il nostro cursore di fascia, che si è vista dare il secondo cartellino giallo, perchè forse c'ha messo troppo a rimettere la palla in campo...

Rimane il risultato...

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tags: gli scritti di cri
pubblicato venerdì, 28 marzo 2008 ,15:18

Si ritorna a:

lavorare la domenica

avere due mattine alla settimana la "levataccia"

l'ora legale

andare a correre la sera

avere giornate più lunghe e mattine più buie

fare i piccoli lavoretti sul terrazzo

farsi anche i pisolini sul terrazzo

prendere la bici

fare gite gastronomiche

godersi il centro alla sera

usare più assiduamente la moto

godersi il sole

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tags: gli scritti di cri
pubblicato giovedì, 27 marzo 2008 ,15:51

Fabio Concato

Solo Una Carezza

E quando all'improvviso
tu mi hai fatto una carezza
mi son detto qui mi perdo
non mi troveranno mai
in questo viaggio
dove provo solo grande tenerezza
io che la cerco in ogni cosa
senza trovarla mai
ma l'ho riconosciuta
in questo sguardo che mi fai.
E quando hai cominciato a dire
ma lo sai quanto mi piaci
mi son detto ale' che qui cominci
e chi ci fermera'
e piu' che ti guardavo
e piu' che mi dicevi quanti baci
e tanti sono ancora pochi
puoi darmene di piu'
mi sento coi' bella
mi ci fai sentire tu
dai che lo sento ripartire.
Questo cuore arruginito
poveretto che da un pezzo
non sapeva cosa fare
si che tutto torna a circolare
e' una grande medicina l?amore
cosi' forte da sbandare
se ti avvicini un po' ti faccio una carezza
e poi ti ho detto non ti lascio piu'.
Nina ma quante sono state
in tutto questo tempo le carezze
e quante quelle che non ti ho mai ridato
vedi perche' ti scrivo le canzoni
lo so di fantasia ne ho pochina
ti scrivo solo valzeroni
ma hai visto cos'ha fatto solo una carezza
ti dico ancora non lasciarmi mai

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tags: gli scritti di cri
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