Buon Natale!
|
pubblicato lunedì, 24 dicembre 2007 ,18:56
Buon Natale!
pubblicato venerdì, 21 dicembre 2007 ,16:21
Lo spunto di questo post mi arriva stamattina, uscendo di casa: in men che non si dica mi verrebbe voglia di gridare ciò che penso, ma solo un attimo dopo, la ragione prevale e stò zitta... quindi ne esce fuori una top ten delle "parole che non ho mai detto"! 1- Ma se sapevo che t'incontravo... uscivo un'ora prima per arrivare in orario! 2- Forza, dai! Basta solo un poco più avanti, e ci stò anch'io! 3- Ma che?! Ti devo fare un corso accelerato per girare quel ...azzo di volante? E' così difficile? 4- E ora te che vuoi? Vorresti dire che c'hai ragione ad uscire dalla rampa del parcheggio a quella velocità, ed io che devo andare la non posso strambazzarti? Ma ti spacco la testa! 5- Mi sono rotta di dovervi dire sempre dov'è quel cacchio di lievito a cubetti! Cercarevelo! 6- Sai che ci faccio del tuo "cortesemente"... 7- E cosa sono... l'ufficio informazioni? Io quando faccio la spesa... mica rompo così! 8- Un giorno o l'altro, quella cavolo di penna te la tolgo dalle mani, proprio nel momento che stai scrivendo:< Ordino 200 scatole di mozzarelle...>! 9- E' inutile che vieni a chiedere a me dove stà la frutta secca! Ti sembra sia l'ortofrutta qua? O forse mi sono dimagrita tanto che ti confondo le idee? 10- Ok, dai, dillo con le parole tue... quelle cose lunghe e secche che si mangiano al ristorante, generalmente prima che arrivi qualcosa da mangiare, si chiamano grissini, e stanno da tutt'altra parte, fuori che qua! Ogni spunto è rigorosamente preso dalla realtà quindi, demoralizzatevi perchè circola gente così!
pubblicato giovedì, 20 dicembre 2007 ,10:29
Stai lavorando come al solito, nella noia del pomeriggio infrasettimanale, dove la gente non è tanta ed il tempo per fare le cose, abbondante; la tua settimana non è stata assolutamente pesante, e chi ti dirige le mani, vuole che sistemi quelle due/tre cose che normalmente non hai tempo di eseguire. Certo, la cella "dell'eterno fetore", quella che nessuno vorrebbe conoscere, ma che aimè, mi è molto familiare, è li che mi attende, e anche se non è al massimo del suo splendore negativo, l'olezzo è sempre al top. Devo solo eliminare qualche prodotto, con l'addetto alla sicurezza che "spara" i codici per stimare le perdite, buttare tutto nel sacco e poi via al compattatore esterno. Ci sono stati momenti peggiori, dove la "merda" era alta a tal punto che non sapevi dove mettere le mani, ma invece quest'oggi è quasi tutto ordinato per genere e marca, nelle cassette di destinazione, e quello che devo buttare via è in quell'angoletto, senza che ci sia yogurt che deborda dalle confezioni rotte, o vascette di gelato sciolte. Dieci minuti e carico i miei sacchi sul carrello e via. Apro la serranda elettrica che porta al piazzale, e sento un vento gelido di tramontana che mi accoglie; faccio velocemente quei venti metri che mi separano dal marchingegno che schiaccia e compatta tutto, ma sento che più tempo rimango fuori, e più il freddo s'insinua vigliaccamente in me. Un colpo di brivido mi pervade lungo la sciena, e penso che qualcosa fosse proprio li dietro l'angolo, ad aspettarmi. Non penso ad altro che a correre al riparo, in cerca di un frigorifero che mi dia ristoro, si perchè il freddo fuori è tanto a tal punto, che quando entri in quei posti che sono notoriamente freddi, senti la piacevole differenza: da non credere! Alla fine del mio turno, torno a casa e, dopo cena, la gola da i primi segni dell'invasione di quel qualcosa che era dietro, là nascosto. |