pubblicato martedì, 31 luglio 2007 ,10:38
Era il lontano '79, quando iniziai a giocare a calcio. Prima coltivavo la mia passione, andando a vedere le partite del Genoa, con il mio papà; per almeno due anni, abbiamo fatto insieme l'abbonamento, ed io, seppur a fatica, perchè la mia testa sbucava fra la folla, appena appena, aspettavo la domenica per vedere correre su quel prato, quegli uomini in mutande. Allora i poster nella mia cameretta erano quelli di Pruzzo, che ammiravo e un po' cercavo di emulare, per via di quel colpo di testa che non perdonava. Qualche volta ci sono riuscita, nelle rare volte che il mister mi permetteva di staccarmi dalla difesa, per andare a colpire sui calci d'angolo, ed una volta addirittura, il mio gol di testa è valso un salto di categoria! Che soddisfazione... non lo dimenticherò mai! Ma da quel '79 in poi, il mio rapporto con il calcio maschile, iniziò a prendere un'altra forma, un po' perchè alla domenica le partite le giocavo anch'io, e quindi non potevo più seguire la mia squadra del cuore in modo diretto, un po' perchè quando ti immetti in una realtà che è sempre in difficoltà, principalmente per mancanza di soldi, ti viene rabbia vedere il "vicino" che ne spreca. Così, a poco a poco, ho perso gli stimoli e l'interesse verso il calcio maschile. In questi ultimi anni poi, mettendomi dall'altra parte della barricata, vedo solo l'aspetto tecnico e atletico del gioco, e questo ha contribuito ancor di più ad avere schifo di certi ambienti, visto anche i recenti scandali. Tutto questo per rialacciarmi al discorso di chi mi chiede del "metodo Ranieri". Mi sono documentata, e spero di aver letto abbastanza in merito; sembra che questi consista nell'utilizzare da subito il pallone, anche nei primissimi giorni di preparazione, anzichè svolgere sedute a secco. Le sue parole riportate dicono che non si può pensare di allenare un giocoliere senza palline o clavette, quindi perchè privare il calciatore del pallone? Sotto certi punti di vista, ha pienamente ragione. Io sono della scuola di pensiero che non si può far fare giri di campo interminabili, rompendosi letteralmente le p..., ma è giusto fare la stessa cosa, aggiungendo il pallone, o comunque, mettendoci un po' di fantasia, perchè chi dovrà eseguire, lo farà con più entusiasmo. Poi, il mio ex allenatore, ha sempre rimarcato il fatto che chi corre senza palla corre più veloce, quindi se ti alleni col pallone ai piedi, sicuramente alleni anche il rapporto corsa/corsa col pallone. Nell'ambiente femminile, si è portati a eseguire gli allenamenti in questo modo, perchè non essendoci molto tempo a disposizione, si cerca di concentrare il tutto. Ho letto anche che tende a far lavorare meno in palestra, sempre a vantaggio del lavoro sul campo; il potenziamento in palestra, è giusto che ci sia, visto il calcio estremamente atletico di questi anni, ma non l'esagerazione: per me va bene una lieve correzzione strutturale, ed un rinforzo generale, ma non oltre. Poi se il tempo è a favore del lavoro in campo, come gioco eclettico, ben venga. Mi auguro che il signor Ranieri dia inizio ad una nuova metodologia, anche se di per se è la "scoperta dell'acqua calda", ma almeno ha avuto il coraggio di provare a cambiare qualcosa, e forse se anche i giocatori si divertono a fare il loro lavoro, magari ne guadagna anche chi li va a vedere.
pubblicato lunedì, 30 luglio 2007 ,10:34
Ultimamente, in prossimità di casa nostra, hanno aperto un megacentrocommerciale, se non il più grande, poco ci manca. Questo, a parte la comodità di avere tutto, raggruppato in un'unica soluzione, sta minando le mie possibilità di assunzione, perchè è evidente che, se dove lavoro io, subiscono un'ingente abbassamento degli introiti, è normale che a saltare sono le teste di chi non ha un contratto serio. Ma lasciando perdere questa mia preoccupazione, che poi tanto piccola non è, passiamo ad un'altro discorso, che è ciò che vorrei raccontare oggi. Logicamente il buon romano, quando accadono certi "eventi", tralascia di andare altrove, per gettarsi nella mischia, incuriosito, affascinato ed anche interessato alle super offerte che si fanno in certe occasioni, specchietti per le allodole, in più dei casi, in altri, semplicemente il modo per farsi conoscere. Logicamente, io che non sono romana, e infondo anche Lu, ci siamo ben guardate di mescolarci in quel tripudio, e così abbiamo optato per un altro centro commerciale, anch'esso aperto poco fa, ma passato sicuramente in secondo piano, visto quest'ultimo. L'idea era di dare un'occhiate alle offerte sui pc, visto che prima o poi questo dovrà andare in pensione, e di fare in un giro in un Ovvio negozio di arredamento, giusto per vedere se c'era qualcosa per la nostra casetta. Il discorso pc, si è liquidato in fretta, un po' perchè sono esigente, un po' perchè ora ti piazzano ovunque sto cavolo di Vista, e per ora non mi sembra proprio il caso. Così è la volta dell'altro negozio. Bello, non c'è che dire, e le soluzioni sono molto più raffinate che da Ikea, anche se lo spirito è lo stesso. Gira che ti rigira, troviamo il nostro acquisto: il servomuto, da mettere in camera, a forma di donna. L'avevamo visto non ricordo dove, e ci eravamo ripromesse di acquistarlo appena lo trovavamo, ed eccolo li, ad un prezzo più che accettabile. La scatola non era a disposizione, così un'addetta mi compila il foglio di ritiro al magazzino, che sita proprio al piano -1. Ok... tutto semplice! Finiamo il giro, andiamo alla cassa, che ci ripete di ritirare la scatola al piano -1, vicino all'uscita 3. Che efficenza! Allora andiamo all'uscita 3... ma qual'è l'uscita 3? Non c'è un cavolo di numero all'uscita, e nemmeno sulla cartina! Vabbè... prendiamo l'ascensore per andare al -1! Peccato che l'ascensore faccia fermata solo fino allo 0! Ma allora?! Ci saranno dei cartelli! No! Nemmeno un cartello... Chiediamo ad un'addetto alla sicurezza... bestia che ne trovi uno! Dopo mezz'ora di rigiri, arriviamo al -1, ma difronte a noi, solo un parcheggio deserto, di quelli inquietanti perchè sai che al piano di sopra, non trovi un buco libero, e li la desolazione, tipica di quando ti trovi in un luogo dove giri l'angolo, e ci trovi il violentatore. Guardi, velocemente perchè ti inquieta davvero, ma non vedi assolutamente nulla, quindi, giri i tacchi, e ti ributti su. Ritorniamo al negozio, incazzate più che mai, e vai al box informazioni, dove trovi fortunatamente, una mia ex collega di miniera, che dovo i normali convenevoli, ti spiega per filo e per segno qual'è il percorso. Infatti, solo così riesci a trovare il luogo, che non ha uno straccio di indicazione. Ci allontaniamo nervose, incavolate più che mai, e Lu lanciando anatemi irripetibili, ma direi, a ragione. Ma questo è il nuovo modo di andare a fare gli acquisti: colossi di cemento e acciaio che sotto sotto, si sbriciolano per l'assenza di un semplice cartello!servomuto
pubblicato venerdì, 27 luglio 2007 ,15:28
Il "giocherello" è arrivato...

e il divertimento è solo all'inizio!
P.S. x Wolf: non ti preoccupere... sono una teorica che gli piacciono i numeri... non ho mai fatto male a nessuno e le mie allieve non mi hanno ancora fatto la "macumba"... per il "metodo Ranieri", confesso che non ne so nulla, e quindi, vedrò di documentarmi, logicamente dopo che la mia attenzione verso il "giocherello", sarà esaurita!
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DiversaMente
menti in sincrono sotto una luce diversa
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